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La nausea dopo “i numeri della campestre e i casi dell’alf – mot”

Rovescio? No il contrario del diritto, ma la senzazione incoercibile. Forse è troppo per definire la nausea che ci ha preso quando siamo stati notiziati dei numeri dei partecipanti al Campionato di corsa campestre di Piazza Armerina che è durato lo spazio di una mattinata confortata dal sole.

89 in totale e analizzando i numeri delle categorie si constata il raggiungimento del minimo storico.

C’eravamo illusi nel sabato del villaggio pronosticando un centinaio abbondante.

Altra sensazione di nausea quando per combinazione (1) “siamo venuti a sapere” che in non poche scuole elementari, delle poche scuole attivate nell’alfabetizzazione motoria, il progetto è iniziato con il freno a mano.

Voi forse non sapete che gli scolari del Bel Paese hanno diritto a 2 sole “ore d’aria”(2) la settimana e che i maestri temono incidenti o peggio quando i picciriddi lasciando i banchi per i cortiletti e le palestre (3) si cimentano anche nel semplice esercizio del passaggio dalla marcia alla corsa.

Scoordinati e disordinati sono in pericolo di rovinose collisioni e le maestre avrebbero il loro daffare e tanta responsabilità. Come metterle sul banco delle inefficenti, se si rifugiano nel gioco del silenzio, chi parla per primo o si muove, eliminato?.

In alcune scuole gli insegnanti di Educazione Fisica e i laureati in Scienze Motorie, che erano stati formati nel volgere di un intensa mattinata ad Enna, hanno avuto la sorpresa di scoprire che le due ore settimanali di aria a classe, che potrebbero essere accorpate in una sol giorno, erano state ridotte ad una. Diamo per certo che in una scuola, delle 27 designate in una città che con la provincia fa circa 800 mila residenti, il progetto è stato annullato perché… anche un’ora dava impaccio.

Giriamo l’informazione al neo Presidente del Coni Regionale che declinando l’alfabeto della sua programmazione ha cominciato dalla A di alfabetizazzione motoria. Il Coni negli anni ’80 della prima proposta d’introdurre l’attività motoria e pre sportiva nelle scuole elementari si è comportato come u zu Nicola di una canzone siciliana (4) con la differenza che la picciotta si è maritata e il connubio Coni – elementari è fino ad oggi mal riuscito.

Il Ministero della Pubblica Istruzione è stato ben lieto di delegare al Coni e al Miur risparmiando euro e semplificando l’organizzazione della routine scolastica. L’Educazione Motoria non è una materia come le altre, un esempio: gli scolari non sono santi e se si muovono sudano, perciò debbono detergersi, altrimenti no olezzano e possono incorrere in fastidi influenzali.

Dite voi, ma con la revisione della spesa e le restrizioni che ci perseguiteranno, come la mettiamo?

Josefa Idem, la celeberrima e il meno conosciuto professore palermitano Antonino Viviano della Scuola Media Roncalli ci hanno inviato i loro conti.

Idem sostiene – noi da 40 anni! con scritti e prediche dal pulpito cattedra dell’Isef e fino al 2007  da quello delle Scienze Motorie – “Per ogni euro investito nello Sport, 3 euro risparmiati in Sanità”. Viviano dichiara che l’impiego di un insegnante specializzato nel rapporto con 500 alunni in ciascuna di tutte le scuole primarie costerebbe allo Stato da 100 a 120 milioni. Questa somma che potrebbe sembrare esorbitante, equivale ad uno degli sperperi della casta che ci ha sgovernato e che ci sgoverna. Toglietevi dalla testa, che inneggiamo a Idem per tirare qualche voto al Partito Democratico. Noi apparteniamo all’ideologia del Signor G: ma cos’è la destra, ma cos’è la sinistra?

Ed ora per rifarci male ritorniamo alla lettera A di quell’Atletica che è stata esclusa nella giunta del Coni e che da un decennio regredisce paurosamente. E’ solo una coincidenza che lo scorso anno i campionati studenteschi di atletica sono stati rattrappiti e quest’anno le campestri sono rimaste nel limbo dei desideri? Ma cosa facevano, non facevano o disfacevano i Grandi allenatori e i loro porta borse, un sapientone in particolare?

Il professore Caramazza, che è stato praticante delle arti marziali, insegnante dell’Isef, coordinatore dell’ufficio Educazione Fisica del Provveditorato agli Studi, e che si avvale di un team di alta qualità, dovrà fare i conti con una realtà ben diversa da quella che si era rappresentata.

(1) Cumminazione cumminata, le coincidenze che sono state cercate con maliziosa attenzione.

(2) Come i detenuti, l’aula come un carcere. Il Ministro Francesco De Sanctis nel 1978 impose mezz’ora di attività fisica, all’epoca si chiamava Ginnastica, giornaliera. Leggere nella Storia dell’Atletica siciliana. Ed abbiamo un altro risultato: a Piazza Armerina nell’offerta degli acquisti scontati il pareggio con la Festa BioRace del 20 gennaio: 1 a 1 vince Pergusa Festa degli Amatori del 6 gennaio con 12 acquisti a 15 euro cada uno. Decidete voi sulla spilorceria culturale.

(3) Le palestre disastrate e in qualche caso (Coni dove sei?) divise a metà con le società sportive sottraendo spazio vitale alla massa degli scolari.

(4) “Figghia mia picchì nun balli? Mamma, mamma nun pozzu ballari, ca mi manca la scarpina… U zu Nicola c’arrispunniu a scarpina c’a fazzu iu….” E cosi il maturo zio vestì di tutto punto la giovane nipote e poi la “svestì” prima degli amplessi matrimoniali.

I NUMERI DI PIAZZA ARMERINA.

Senior maschili 10 – 13 Amatori – Promesse m 3 – Junior m 13 – Allievi 26

Senior femminili 5 – Amatori 4 – Promesse 0 – Junior f. 3 – Allieve 10

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